Il ruolo dell’allevamento intensivo

L’espansione geometrica dell’allevamento intensivo mi ha fatto sospettare un ruolo decisivo da parte dei farmaci utilizzati in grande quantità in tale tipo di allevamento.

L’allevamento intensivo, proprio per la caratteristica di ammassare numerosissimi animali in spazi molto ristretti, richiede l’uso continuo di farmaci che impediscano alle malattie di svilupparsi. La natura, infatti, di fronte ad un sovrannumero di animali in una determinata area, utilizza la malattia come meccanismo per ridurre o eliminare il sovraffollamento. Negli allevamenti intensivi, dunque, esiste una continua escalation fra farmaci sempre più potenti e malattie sempre più pericolose e mortali. Purtroppo, alcuni di questi farmaci, utilizzati comunque nel rispetto di una legge (che, in tal caso, non conosce bene la tossicità reale di alcuni farmaci), depositano evidentemente dei residui tossici nelle carni e negli ossi degli animali da carne. La riprova viene dal fatto che, se il cane o il gatto mangiano lo stesso tipo di carne, ma di animali non provenienti dall’allevamento intensivo, le patologie non compaiono minimamente. In pratica, il pollo, il tacchino, il maiale, il coniglio e il manzo allevati “all’antica” senza utilizzo di antibiotici o altri farmaci non creano alcun tipo di problema, mentre le stesse carni derivanti dall’allevamento intensivo provocano con chiarezza reazioni spesso impressionanti.

Comments

comments

Visit Us On FacebookVisit Us On LinkedinVisit Us On YoutubeVisit Us On Twitter