Infiammazione: un nemico da combattere o un alleato da rispettare?

E’ sempre più frequente vedere, nei media più diversi (quotidiani, riviste, televisione, radio), annunci pubblicitari che invitano all’utilizzo dei più svariati antinfiammatori, antidolorifici e antidiarroici.

Non ci si può meravigliare: a qualsiasi livello e a qualsiasi persona, la grande maggioranza dei medici non fa altro che prescrivere tali farmaci anche per i processi più banali e destinati alla guarigione spontanea. Ovviamente il meccanismo è catturato dai farmacisti e dalle case farmaceutiche cui non pare vero di poter liberamente fare pubblicità a tali farmaci, molti addirittura considerati da banco! Nessuno, oltretutto, denuncia la situazione, e l’uso e l’abuso di tali farmaci continueranno ad aumentare. Figuriamoci se, come adesso avviene, è permessa la libera vendita nei supermercati!

Come detto, ciò succede perché la medicina attuale ha finito per travisare completamente il significato non solo di questi sintomi, ma anche di tutti quelli che l’organismo manifesta durante qualunque episodio patologico.

Può avere logica una terapia che blocca quello che l’organismo, in quattro milioni di anni di evoluzione, ha elaborato?

Possiamo pensare che sia logico (come in una pubblicità che va per la maggiore in TV), in caso di uno strappo, prendere un antinfiammatorio e ricominciare a correre? O sarebbe logico non caricare la parte lesionata fino alla guarigione?

Nessuno discute l’efficacia di tali terapie e lo vediamo tutti: persone febbricitanti, doloranti e costipate prendono la compressa miracolosa e tutto scompare, spesso con estrema rapidità. E tutti sappiamo che la società attuale vuole efficienza e presenza costante a tutti i costi.

Efficace non vuole dire senza conseguenze, e quale può essere questo danno?

La risposta è semplice, anche se non di evidenza immediata: il soffocare sistematicamente le risposte naturali dell’organismo porta al continuo ed evidente aumento delle malattie croniche e/o degenerative. In pratica, impedendo la normale risposta di difesa del corpo agli stimoli morbosi, impediamo la loro completa eliminazione e costringiamo tutto il sistema di difesa a elaborare un nuovo equilibrio, sicuramente meno efficace di quello primitivo, con inevitabile spostamento, come detto, dall’acuto al cronico e verso le malattie degenerative.

Un esempio può chiarire tale concetto: l’eliminazione dei rifiuti di una città avviene attraverso il loro conferimento a un inceneritore. Quest’ultimo, per operare, provoca fumo, calore, rumori ed emissioni moleste, con conseguenti disagi per la popolazione. Allo stesso modo, l’infiammazione provoca dolore, malessere e disagio.

Se li spegniamo, pensiamo veramente di aver fatto la cosa migliore?

Così come spegnendo l’inceneritore lasceremo i rifiuti in città a inquinare l’ambiente, allo stesso modo, spegnendo l’infiammazione con i farmaci, lasceremo tossine nocive all’interno dell’organismo. La situazione è ancora peggiore se lo stimolo patologico permane, perché costringe l’organismo a un processo infiammatorio cronico. Processo antipatico, invalidante e doloroso, ma unico per gestire lo stimolo morboso nel miglior modo possibile (se i rifiuti continuano ad essere prodotti, l’inceneritore sarà costretto ovviamente a lavorare continuamente). In questo caso, la somministrazione di antinfiammatori sarà ancora più gravida di possibili conseguenze.

Tutto questo non significa ovviamente che la categoria di tali farmaci debba essere demonizzata.

Deve, comunque, essere chiaro a tutti che il loro uso è contrario alle leggi naturali che regolano l’organismo e che sarebbe necessario un maggiore rispetto di fronte ad una macchina tanto meravigliosa quanto un essere vivente con la sua complessità.

L’antinfiammatorio dovrebbe essere il farmaco d’elezione esclusivamente per i casi nei quali non è possibile rimuovere la causa dell’infiammazione o quando questa sia ignota, non identificabile o non curabile nel modo corretto.

Dovrebbe, quindi, essere usato con estrema cautela e consapevolezza di tutti gli effetti che può provocare nell’organismo e non solo di quello tossico, forse il problema minore fra tutti!

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