La comparsa di nuovi quadri clinici

Già dopo un paio d’anni di lavoro, il quadro “fisiologico” del cane e del gatto si è assai rapidamente trasformato. Sono subentrati, in un modo che si può definire violento, due vistosi cambiamenti, il primo a livello delle patologie presenti, il secondo relativo al comportamento.

Riguardo al primo punto, si sono sviluppati nuovi quadri patologici di forte o fortissima intensità, assolutamente assenti negli anni precedenti. L’organo più colpito era la cute con dermatiti secche o umide di notevole gravità, con numerosissimi animali colpiti in modo più o meno grave. Frequentissimo l’hot spot, piaga cutanea che l’animale si auto-provoca mordendosi o grattandosi furiosamente nella zona della spalla, del dorso o della groppa. Non è che l’animale impazziva, semplicemente provava un tale prurito da arrivare a “massacrarsi” in zone, comunque, circoscritte. Durante l’estate, arrivavo a vedere sei o sette casi al giorno di patologia. Sono esplose le piodermiti, con animali che avevano gli spazi interdigitali cosparsi di vesciche e bolle piene di pus. Anche i gomiti e il mento erano spesso gravemente colpiti da questo problema. Altrettanto numerosi erano i cani colpiti alla cute del ventre, con ispessimenti che arrivavano alla pachidermia (pelle spessa come quella di un elefante) e alla lichenificazione (ispessimento caratterizzato da numerosi solchi). Molti maschi erano colpiti dalla dermatosi dello scroto. La pelle di questo delicato organo s’ispessiva , era molto dolorante e il povero animale doveva sedersi con estrema precauzione, lambendosi la parte con la lingua per attenuare il dolore. Anche le otiti erano gravissime, normalmente cronicizzanti e monolaterali, frequentemente con una tale situazione di degenerazione dei tessuti da costringere i colleghi a creare nuove tecniche chirurgiche per cercare di risolvere tali casi (si arrivava a modificare la struttura del condotto uditivo per drenare l’orecchio dalle abbondantissime secrezioni purulente, secrezioni che provocavano ulcerazioni e proliferazioni cellulari impressionanti). Nei casi più gravi, vi erano colleghi che arrivavano ad asportare completamente il condotto uditivo. Chiaramente, le dermatiti sono sempre esistite, ma i sintomi e le modalità delle nuove forme riscontrate erano nettamente diverse e più violente delle forme classiche. Ad esempio, era frequente riscontrare dermatiti umide che colpivano quasi tutta la superficie cutanea dell’animale, a volte risparmiando solo la testa. Mi è capitato di vedere animali pressoché in carne viva su tutto il corpo, quadri veramente spaventosi. Molti i granulomi alle zampe, lesioni circoscritte e molto pruriginose che il cane o il gatto leccavano o grattavano continuamente. Ovviamente i quadri erano diversi dalla rogna sarcoptica e da quella demodettica, anch’esse frequenti in quel periodo storico. A livello gastrointestinale non andava meglio, con la comparsa di quadri di gastriti ed enteriti emorragiche cronicizzanti. Anche l’apparato oculare era spesso coinvolto, con cheratiti (infiammazioni della cornea), uveiti e panoftalmiti (patologie che interessavano pressoché tutto il globo oculare), anch’esse con un prurito tale da portare più di un animale a grattarsi fino a bucarsi l’occhio con la zampa. Le stomatiti (infiammazioni del cavo orale) e le gengiviti, specie nel gatto, erano frequentissime. Anche l’utero era colpito, con infiammazioni e infezioni secondarie gravissime.

Poiché le patologie appena descritte non erano presenti quando ho cominciato a esercitare la mia professione, negli anni compresi fra il 1975 e il 1980, ho dedicato gran parte del mio tempo ad analizzare le possibili cause di questi impressionanti quadri clinici che affliggevano un numero veramente importante di cani e di gatti.

Sono riuscito, attraverso lo spirito di osservazione (molto particolare, poiché, per altri versi, non vedo un elefante che mi passa vicino, né oggetti che sono davanti agli occhi), a identificare una chiara relazione fra determinati alimenti e lo sviluppo pressoché istantaneo delle varie patologie appena descritte. Addirittura, ho scoperto che la principale causa di esse era il fondamentale alimento di cani e gatti: la carne. Com’era possibile che animali, di base naturalmente carnivori, avessero problemi con tale nutriente? Ben presto compresi, com’era ovvio, che non era la carne in sé a determinare il problema, ma piuttosto qualcosa di estraneo che si trovava al suo interno.

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