Alimentazione dei riproduttori

Un’alimentazione corretta nei riproduttori, ma soprattutto nella femmina, è fondamentale. I mangimi considerati più pregiati sono quelli che contengono proteine a elevato valore biologico, facilmente digeribili e non derivanti dall’allevamento intensivo, come il pesce pescato in mare, il cervo e l’agnello, e arricchiti con sostanze naturali che incidono positivamente sulla fertilità e la libido.

Gli alimenti di scarsa qualità, oppure quelli non facilmente digeribili, incidono negativamente sulla riproduzione in allevamento: ipofertilità sia maschile che femminile, calori assenti o silenti, false gravidanze, riduzione del numero di cuccioli, riassorbimenti fetali, mortalità neonatale, malformazioni del feto e scarsa produzione lattea, nonché qualità e quantità di colostro.

I segni clinici più riscontrati nei soggetti non idonei all’accoppiamento sono il ridotto o eccessivo contenuto di adipe sottocutanea e l’atrofia muscolare. Per un controllo efficace di questi fenomeni, è utile l’utilizzo del BCS (Body condition score), punteggio che valuta la condizione corporea dei soggetti (Grafico 1). Un’alimentazione completa e bilanciata è una delle priorità che l’allevatore si deve porre per la giusta gestione dell’allevamento.

Nel maschio è consigliabile utilizzare sostanze che incrementino il vigore e la libido; quelle di derivazione naturale (Tribulus terrestris, Lepidum meyennii, Beta-carotene, Vitamina E, Acido folico, Zinco) sono le più efficaci, senza avere gli effetti collaterali di quelle sintetiche.

Gli scompensi gastroenterici, quale l’enterite, che si manifestano sotto forma di diarrea e vomito, frequentemente possono essere dovuti alla somministrazione di un mangime scadente a base di materie prime di scarsa qualità, ma, molto più frequentemente, la vera causa è la reazione dell’organismo a residui chimici e/o farmacologici in essi presenti. Ogni individuo ha una specifica capacità di assorbire questi residui, dopodiché, superata tale capacità, compaiono i fenomeni infiammatori. Il meccanismo è semplice, il processo infiammatorio è l’inceneritore dell’organismo che distrugge le sostanze tossiche xenobiotiche. Lo stesso accade anche in ogni città, nella quale il ruolo dell’inceneritore è fondamentale per distruggere tutti i suoi rifiuti. Spegnere l’inceneritore fa aumentare l’accumulo di spazzatura, com’è altrettanto evidente che “spegnere” farmacologicamente un processo infiammatorio in atto, provoca un progressivo accumulo delle tossine e sostanze indesiderabili. Infatti, in presenza di intolleranza alimentare con conseguente infiammazione a diversi livelli dell’organismo, l’unica terapia veramente funzionale è quella di eliminare i residui tossici, non quella di “spegnere” l’infiammazione come tanti credono.

I nutrienti essenziali che soddisfano il fabbisogno dei soggetti sono:

Proteine: sostanze importanti dal punto di vista biologico, che influiscono sui diversi apparati: hanno un ruolo nella rigenerazione cellulare di organi e tessuti, nella corretta funzionalità del sistema immunitario e nella produzione di enzimi e ormoni. Inoltre, nel cane sono utilizzate come fonte energetica. La qualità delle proteine è importante quanto la quantità: per il corretto metabolismo, nella dieta devono essere presenti tutti gli aminoacidi essenziali. Per questo è necessario che le proteine abbiano un elevato valore biologico. Esempi di fonti di proteine di alta qualità sono il pesce, il cervo, l’agnello, il cinghiale, la carne di selvaggina e le carni di derivazione biologica.

Grassi: sostanze con alto valore nutrizionale che forniscono energia e rendono più appetibile l’alimento. È importante la presenza nella dieta di acidi grassi essenziali come acido linoleico e acido linolenico (Omega6 e Omega3) nel giusto rapporto; per i cani l’intervallo del rapporto ideale varia da 1:1 a 1:4. Particolarmente importante è avere una percentuale elevata di acidi grassi polinsaturi della serie Omega3, che contribuiscono a limitare i fenomeni infiammatori, oltre che agire sulle membrane cellulari, sulla vista, la cute e a livello neuronale. In natura gli Omega 3 si trovano in grosse quantità nel pesce. Anche l’olio di lino rappresenta una ricca fonte di questi acidi grassi.

Fibre: sono dei polisaccaridi, importanti componenti della dieta perché hanno effetti di tipo funzionale e metabolico. Aumentano il senso di sazietà e migliorano la funzionalità intestinale e i disturbi ad essa associati (ad esempio la costipazione). La fibra è in grado di diminuire il tempo di transito dei residui fecali nell’intestino. Inoltre, è capace di rallentare l’assorbimento dei carboidrati diluendoli nel tempo e riducendo conseguentemente il picco glicemico che avviene nel periodo postprandiale.

Carboidrati: composti biochimici che forniscono energia, utili nel mantenimento dei processi metabolici in determinati stadi della vita del cane (nel cucciolo, fine gravidanza, allattamento, nel cane sportivo).

Vitamine: sono molecole organiche non sintetizzabili dall’organismo, che quindi, devono, essere necessariamente integrate tramite l’alimentazione. Esistono vitamine liposolubili (A, D, E, K), e le idrosolubili (vitamine C e del gruppo B), tutte implicate nei processi metabolici.

Minerali: nutrienti che devono essere presenti nella dieta, giacché ogni elemento ricopre una precisa funzione all’interno dell’organismo. I minerali agiscono a livello dello scheletro, sono implicati nella composizione delle ossa e hanno un ruolo importante a livello del sistema nervoso e della contrazione muscolare.

Probiotici: composti utili a incrementare e mantenere la flora batterica intestinale in cani con disturbi gastroenterici, nei cambiamenti repentini nella dieta e in seguito a utilizzo prolungato di farmaci.

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